La tua idea, la nostra expertise: ALDA+ Srl per aiutarti a realizzare progetti concreti e di impatto 

Da più di 25 anni, ALDA si occupa di sviluppare, implementare e gestire progetti per proteggere e promuovere la democrazia locale, occupandosi di temi come sostenibilità ambientale, integrazione ed inclusione delle persone migranti, digitalizzazione, valorizzazione del territorio, e così via. 

Da questo, nel 2017 è nata l’idea di ALDA+ Srl, la benefit corporation che valorizza questa esperienza ventennale mettendo a disposizione le competenze di ALDA per aiutare enti locali, organizzazioni della società civile, università e imprese a scrivere e realizzare progetti di valore, trasformando le idee in azioni concrete.   

“Affrontiamo le sfide con un approccio pratico e mirato, creando valore e garantendo risultati sostenibili per costruire un futuro innovativo e inclusivo”.

Quali sono, quindi, i servizi di ALDA+?

L’ampia gamma di servizi di ALDA+ si basa su 3 principali pilastri: Project Cycle Management, Assistenza Tecnica, Formazione.


PROJECT CYCLE MANAGEMENT (PCM)


Un servizio di supporto completo nella gestione dell’intero ciclo di progetto, per affiancarti durante ogni fase della progettazione:

  • Project design: per costruire una proposta di progetto ben strutturata e di qualità.
  • Project implementation: per supportarti in tutta la fase di attuazione del progetto (una volta approvato e ottenuto il finanziamento dai donatori).
  • Rendicontazione finanziaria: per aiutarti a gestire il budget di progetto, un’operazione che rappresenta spesso una sfida per le organizzazioni. 

Attualmente, ad esempio, ALDA+ sta supportando l’implementazione e la comunicazione del progetto Alta Via della Grande Guerra (AVGG), un’iniziativa di varie organizzazioni e istituzioni, tra cui la Provincia di Vicenza, volta a promuovere un percorso escursionistico di valenza storica, culturale e ambientale del territorio vicentino. 


ASSISTENZA TECNICA


Un servizio di assistenza personalizzata per soddisfare esigenze specifiche in diversi ambiti e settori. 

Esso può tradursi in supporto nel: ricercare opportunità di finanziamento, gestire servizi pubblici, ottenere consulenze, conoscere e sfruttare opportunità di networking con gli stakeholder, organizzare eventi online e offline, sviluppare e implementare strategie di comunicazione.

Di recente, ALDA+ ha fornito assistenza al Comune di Lipari, in Sicilia, per la comunicazione di IT.A.CÀ – Il Festival del Turismo Responsabile, volto a promuovere un’idea di viaggio che coniughi sostenibilità, inclusione e rispetto del territorio. ALDA+ ha supportato ogni fase della comunicazione del progetto fino all’evento finale tenutosi l’11 e 12 ottobre alle isole Eolie.

L’iniziativa è stata finanziata dal Ministero del Turismo nell’ambito del progetto ExcoverExplore and Discover the Aeolian Islands.


FORMAZIONE


La formazione è la chiave per crescere e trasformare le nuove sfide in opportunità. Per questo, il servizio di ALDA+ Academy eroga corsi standard e personalizzati per sviluppare competenze pratiche con il supporto del suo team di esperti. 

I corsi standard disponibili riguardano i seguenti ambiti: Project Cycle Management (PCM), i programmi di finanziamento dell’UE, la gestione finanziaria e audit di progetti finanziati, i portali della Commissione Europea, la comunicazione e disseminazione dei progetti. 

L’ultimo corso di PCM si è tenuto a maggio e giugno 2025: circa 25 persone hanno partecipato con entusiasmo alla formazione, ricevendo tutti gli strumenti per affrontare al meglio ogni fase della progettazione, dalla ricerca e candidatura ai bandi alla scrittura e implementazione del progetto, dalla comunicazione alla rendicontazione. 

Le iscrizioni al prossimo corso saranno aperte a breve: non perdere l’opportunità di partecipare e conoscere i segreti per ottenere un progetto di successo!

Se hai un’idea progettuale ma non sai da dove partire, o se cerchi supporto per lo sviluppo, la gestione o il reperimento dei fondi, ALDA+ Srl ti accompagna in ogni fase per trasformare la tua visione in risultati concreti.Se vuoi saperne di più, ti invitiamo a dare un’occhiata al sito web https://www.aldaplus.it/ e a contattarci per capire quale servizio è più adatto a te!

Custodire i luoghi, costruire il domani: il Festival IT.A.CÀ fa tappa alle Isole Eolie

L’11 e il 12 ottobre si è svolta a Lipari (Italia) la tappa eoliana del Festival IT.A.CÀ – Migranti e Viaggiatori, il primo festival italiano dedicato al turismo responsabile. Per due giorni l’isola ha accolto incontri, visite guidate, laboratori ed esperienze condivise, intrecciando memoria, cultura e sostenibilità attorno a un unico filo conduttore: custodire il futuro nelle proprie mani.

Un invito a guardare al territorio non solo come luogo da proteggere, ma come eredità viva, costruita da comunità, saperi e gesti quotidiani, da trasmettere alle generazioni future.

11 ottobre

Un viaggio tra storia, paesaggio e innovazione

La prima giornata si è aperta con una passeggiata guidata nel cuore di Lipari. L’archeologa Luana La Fauci ha accompagnato i partecipanti lungo il centro storico fino alla Rocca del Castello, raccontando le stratificazioni culturali e le trasformazioni che hanno plasmato l’isola nel corso dei secoli. Il percorso si è concluso con la presentazione di “The Aeolian Journey”, una nuova applicazione dedicata alla valorizzazione del sito UNESCO delle Isole Eolie, capace di raccontarne la storia in chiave contemporanea.

Il cibo come patrimonio e linguaggio comune

Nel pomeriggio, il Gattopardo Park Hotel ha ospitato un incontro dedicato alla dieta mediterranea, incentrato sulla “triade” simbolica di grano, olio e vino. Produttori e realtà locali – tra cui Condotta Slow Food Isole Slow Siciliane, Azienda Agricola Biologica Caravaglio, Azienda Agricola Mandarano, Italiana Capers Sud e Ristorante E Pulera – hanno condiviso esperienze e pratiche legate alla cura del territorio, mostrando come la tradizione enogastronomica possa essere una risorsa per uno sviluppo sostenibile e radicato nella comunità.

Un momento particolarmente apprezzato è stato offerto dall’Azienda Agricola Mandarano, che ha mostrato al pubblico la lavorazione artigianale del pane, trasformando la dimostrazione in un’occasione conviviale. I partecipanti hanno poi potuto degustare il pane appena sfornato insieme al vino dell’Azienda Agricola Biologica Caravaglio.

Donne di mare

La giornata si è chiusa con la presentazione del libro “Donne di mare” dell’antropologa Dott.ssa Macrina Marilena Maffei, introdotta dalla Dott.ssa Tiziana De Luca. Un incontro intenso e coinvolgente, che ha riportato alla luce le storie delle pescatrici eoliane: donne la cui memoria è stata per troppo tempo dimenticata, celata o negata. Le letture drammatizzate a cura della Compagnia del Piccolo Borgo Antico di Lipari hanno dato voce a testimonianze e racconti, trasformando la presentazione in un vero viaggio nella memoria collettiva.

12 ottobre

Saper fare e convivialità

La seconda giornata è iniziata con il laboratorio “Dal grano alla pasta” presso il ristorante Le Macine, guidato dallo chef Emiliano Cipicchia. Dopo aver esplorato il funzionamento del mulino a pietra e la produzione di semola e farina, i partecipanti hanno appreso come distinguere i diversi tipi di grano e, successivamente, come trasformarli in pasta fatta a mano. L’esperienza si è conclusa con un pranzo collettivo, un momento di condivisione semplice e autentico che ha unito sapere contadino e convivialità.

Memoria e resistenza

Nel pomeriggio, l’itinerario “Percorsi del confino” curato da Giuseppe La Greca e Martina Costa ha accompagnato i partecipanti attraverso le vie di Lipari, ripercorrendo le storie dei confinati politici che segnarono l’isola nel Novecento. Letture e testimonianze hanno reso l’esperienza un’occasione di riflessione profonda sulla memoria, sulla libertà e sulla responsabilità collettiva.

Un museo come luogo di comunità

La tappa si è conclusa con la presentazione dei progetti di valorizzazione del Museo Diocesano di Lipari, illustrati da Padre Bartolo Saltalamacchia. L’incontro ha mostrato come il museo possa essere non solo custode di un patrimonio storico e spirituale, ma anche uno spazio vivo di dialogo tra passato e futuro. La giornata si è chiusa con un rinfresco conviviale.


La tappa di IT.A.CÀ a Lipari ha rappresentato un momento significativo per la comunità locale e per i visitatori, intrecciando storia, cultura e pratiche sostenibili in un racconto corale. Due giorni che hanno ricordato come la cura dei luoghi passi attraverso le persone e le loro storie.

L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito di “Excover – Explore and Discover the Aeolian Islands”, progetto di valorizzazione del sito UNESCO delle Isole Eolie finanziato dal Ministero del Turismo e promosso dai Comuni di Lipari, Leni, Malfa e Santa Marina Salina.

Un sentito ringraziamento al Comune di Lipari, agli enti sostenitori e a tutte le realtà locali che hanno reso possibile questa tappa del festival, contribuendo a costruire un modello di turismo più consapevole e responsabile, capace di nutrire il territorio e la sua comunità.

Le foto sono di Mario Marturano e Beatrice Frascatani

Gender gap sul luogo di lavoro: quanto manca per colmarlo e perché è importante farlo

È ancora necessario, nel 2025, parlare della disuguaglianza di genere sul luogo di lavoro?

L’ultimo Global Gender Gap Report, pubblicato dal World Economic Forum nel 2024, dedica molta attenzione al tema rivelando che, ad oggi, nessuno stato del mondo ha ancora raggiunto la piena parità tra uomini e donne. Secondo il documento, ci vorranno altri 134 anni per arrivare a questo traguardo. 

Quindi sì, parlare della disuguaglianza di genere sul luogo di lavoro è necessario. Tuttavia, nonostante i dati allarmanti, lo stesso report sottolinea che la parità nella partecipazione alla forza lavoro a livello globale continua a migliorare, auspicando quindi un percorso che, seppur molto lento, procede nella direzione giusta. 

A che punto siamo nel lungo tragitto dell’uguaglianza sul luogo di lavoro?

Nel 2024, la rappresentanza femminile tra la forza lavoro globale è rimasta al di sotto di quella maschile, costituendo circa il 42%. Inoltre, si assiste a una riduzione significativa di questo numero quando si parla di posizioni di leadership di alto livello: solo il 31,7% di questi ruoli è ricoperto da donne.

La situazione descritta rispecchia quella dell’UE: i dati di Eurostat evidenziano che, al 2023, la rappresentanza femminile sul luogo di lavoro corrispondeva a quasi la metà di tutti gli occupati nell’UE (46,4%), restando sempre sottorappresentata tra i dirigenti (34,8%).

A questo, si aggiunge il fatto che le donne sono tuttora ostacolate già all’inizio del loro percorso professionale. La loro probabilità di assunzione in ruoli entry-level rimane più bassa rispetto a quelle degli uomini, rendendole così sottorappresentate fin dall’inizio. E anche una volta assunte, esse trovano troppo spesso ulteriori barriere, come quelle salariali: secondo i dati riportati da UN Women, le donne nel mondo guadagnano in media il 20% in meno rispetto agli uomini.

Perché la parità di genere è importante, non solo (e soprattutto) a livello etico, ma anche a livello produttivo? 

Innanzitutto, il concetto di pari opportunità sul lavoro (non solo dal punto di vista del genere) si rifà a un più ampio concetto etico e morale che la società di oggi dovrebbe idealmente rispecchiare: la libertà di lavorare, di scegliere il proprio mestiere, e di farlo in condizioni di dignità, sicurezze e uguaglianza, è parte integrante del benessere umano

“Garantire alle donne l’accesso al diritto al lavoro è un obiettivo già di per sé importante”.

Organizzazione Internazionale del Lavoro

In più, la ricerca parla di una correlazione tra l’uguaglianza di genere e il successo aziendale-organizzativo, rivelando che le organizzazioni che rientrano nella top 25% per diversità di genere hanno il 27% di probabilità in più di superare la media nazionale del proprio settore in termini di produttività. Nonostante la correlazione non equivalga alla causalità, gli studi affermano che la coerenza dei dati raccolti nell’ultimo decennio indica che il legame tra rispetto della diversità e performance aziendale non è casuale. 

I motivi possono essere molteplici e variare a seconda del contesto specifico. Uno di questi è legato al tema del benessere umano accennato all’inizio del paragrafo: le organizzazioni che adottano politiche inclusive registrano una maggiore soddisfazione del personale e, quindi, un evidente miglioramento delle prestazioni. 


Nonostante i 134 anni che ci separano dall’auspicabile traguardo di uguaglianza, lenti – ma significativi progressi – ci sono, e danno speranza.

Grazie all’aumento della consapevolezza e della sensibilità sul tema, soprattutto da parte delle giovani generazioni, sempre più realtà lavorative sono attente alle politiche di pari opportunità. Tra queste c’è anche ALDA+, il cui impegno è stato riconosciuto con la prestigiosa certificazione UNI/PdR 125:2022 per le misure adottate a garanzia dell’uguaglianza di genere nel contesto lavorativo.

Parlare, anzi, gridare per ottenere la parità di genere sul luogo di lavoro è essenziale, oggi più che mai. Uguaglianza non vuol dire solo vantaggi economici e produttivi. Significa innanzitutto dignità umana, un valore universale per costruire, giorno dopo giorno, un mondo più equo e giusto.

Dalla politica alla pratica: come le organizzazioni piccole e medie possono colmare il divario di genere

Ottenendo la certificazione UNI/PdR 125:2022, ALDA+ dimostra che l’uguaglianza di genere è raggiungibile per le organizzazioni piccole e medie, non solo per le grandi aziende.

Quando si parla di uguaglianza di genere sul posto di lavoro, spesso l’attenzione è rivolta alle grandi aziende e alle multinazionali. Eppure, in Europa, il 99% delle imprese sono piccole e medie imprese (PMI), e numerose ONG operano con team più piccoli ma con un impatto sociale enorme. Detto ciò, queste organizzazioni non sono esenti dalla responsabilità di promuovere l’inclusione di genere; al contrario, la loro dimensione più contenuta può rappresentare un grande vantaggio su questo tema, poiché le politiche e i cambiamenti culturali possono essere applicati più rapidamente, in modo più visibile e monitorati più da vicino.


Per le ONG in particolare, allineare le pratiche interne con i valori che promuovono all’esterno è fondamentale per la credibilità. Questo è il percorso intrapreso da ALDA+


Nel 2024, ALDA+, l’ente operativo di ALDA – l’Associazione Europea per la Democrazia Locale, ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022, un riconoscimento ufficiale degli sforzi concreti e costanti dell’organizzazione per garantire l’uguaglianza di genere sul posto di lavoro.

La certificazione conferma che ALDA+ ha implementato processi misurabili per:

  • Garantire pari opportunità nella selezione, nella formazione e nello sviluppo professionale;
  • Promuovere una leadership inclusiva e una buona governance;
  • Favorire un equilibrio tra vita lavorativa e privata e una giusta distribuzione delle responsabilità;
  • Monitorare e rendere conto degli obiettivi di uguaglianza di genere.

In questo modo, ALDA+ ha dimostrato che anche un’organizzazione di dimensioni medie può rispettare i più alti standard di inclusione sul posto di lavoro e, cosa ancora più importante, che le politiche su carta possono diventare pratiche quotidiane. Ma come? E cosa possono imparare altre PMI e ONG dal percorso di ALDA+?

Tre lezioni chiave emergono:

1. Iniziate con una politica, ma non fermatevi lì

Adottare una Politica di Uguaglianza di Genere è essenziale, ma la vera prova è sempre l’implementazione. ALDA+ applica gli obiettivi di genere nelle operazioni quotidiane, assicurandosi che non siano semplici dichiarazioni aspirazionali, ma linee guida operative applicate.

2. Utilizzate la certificazione come una roadmap, non solo come un distintivo

Il quadro UNI/PdR 125:2022 fornisce indicatori misurabili che dovrebbero essere seguiti, dal monitoraggio del divario salariale a diverse pratiche di governance. Per ALDA+, il processo di certificazione è stato un’opportunità per esaminare e mettere alla prova le pratiche esistenti, identificare le lacune e impegnarsi per un miglioramento continuo.

3. Sfruttate la vostra missione per guidare con l’esempio

Come organizzazione che forma e supporta gli attori della governance locale in tutta Europa e oltre, ALDA+ ha riconosciuto che la credibilità interna rafforza la difesa esterna. Allineando le pratiche interne con la sua missione di inclusione e partecipazione, ALDA+ amplifica il suo impatto anche nelle comunità.

Perché chiudere il divario è una responsabilità di tutti

Secondo Eurostat, le donne nell’UE guadagnano ancora circa il 12-13% in meno rispetto agli uomini all’ora. Questo divario è influenzato da fattori come la segregazione occupazionale, la distribuzione disuguale delle responsabilità di cura e le barriere alla carriera. La Direttiva dell’UE sulla Trasparenza Salariale, adottata nel 2023, obbliga le organizzazioni a riferire sulle disuguaglianze salariali e a rendere più trasparenti e giuste le procedure di assunzione e promozione.

Per i grandi datori di lavoro, la conformità riguarda spesso sistemi HR complessi e meccanismi di rendicontazione. Per le organizzazioni più piccole, si tratta di decisioni pratiche quotidiane:

  • Le descrizioni dei lavori sono neutrali rispetto al genere?
  • I panel di selezione sono diversificati?
  • Le opportunità di formazione raggiungono tutti allo stesso modo?
  • I genitori lavoratori sono supportati con modalità di lavoro flessibili?

ALDA+ dimostra che le risposte possono essere “”, anche senza le risorse di una multinazionale.

Per le altre organizzazioni che desiderano intraprendere questo percorso, ecco una checklist pratica ispirata dall’esperienza di ALDA+:

  1. Adottate una politica chiara di uguaglianza di genere – definite i principi e assegnate responsabilità.
  2. Eseguite una valutazione interna – utilizzate gli strumenti dell’UE/ILO per mappare le lacune.
  3. Implementate misure piccole ma ad alto impatto – ad esempio, revisioni salariali strutturate, criteri di promozione trasparenti, lavoro flessibile.
  4. Formate la leadership e il personale – l’inclusione deve essere compresa e praticata a tutti i livelli.
  5. Monitorate e riferite sui progressi – anche una semplice revisione annuale interna costruisce la responsabilità.

La certificazione UNI/PdR 125:2022 di ALDA+ è più di una tappa importante per noi, è un promemoria che l’uguaglianza di genere è raggiungibile per le organizzazioni di ogni dimensione. Impostando l’inclusione nelle proprie operazioni, ALDA+ non solo garantisce un ambiente di lavoro equo e diversificato per il proprio team, ma stabilisce anche uno standard per i migliaia di attori locali che supporta in tutta Europa.

Chiudere il divario di genere non è un compito riservato solo alle multinazionali o ai governi. È una responsabilità, così come un’opportunità, per ogni organizzazione, grande o piccola. ALDA+ dimostra come possa essere fatto.