Il 10 dicembre 2025 si è tenuto presso la prestigiosa Villa Cordellina a Montecchio Maggiore (VI) un importante evento dal titolo “Alta Via della Grande Guerra in cammino verso il Giubileo Mariano della Rinascita”.
L’evento, promosso dalla Provincia di Vicenza in collaborazione con il Ministero del Turismo, l’OGD Pedemontana Veneta, l’OGD Terre Vicentine e ALDA+, ha dato il via ad un’importante collaborazione tra due progetti ambizioni: Alta Via della Grande Guerra e il Giubileo Mariano della Rinascita. Il Giubileo della Rinascita è stato indetto dal Santuario di Monte Berico di Vicenza per l’anno 2026, per celebrare i 600 dalla prima apparizione mariana di Monte Berico, che ricorrono l’anno prossimo. L’Alta Via della Grande Guerra (AVGG) è invece un’iniziativa nata per volere della Provincia di Vicenza con l’obiettivo di valorizzare le bellezze naturali del territorio vicentino e la memoria storica della Grande Guerra attraverso un percorso di collegamento di 200 chilometri tra i quattro sacrari che sono il simbolo stesso della Provincia: Pasubio, Cimone, Asiago e Grappa.
AVGG è un progetto dalle molte sfaccettature, e che si lega a tematiche non solo storiche e naturalistiche, ma indubbiamente anche religiose. Il tema della Grande Guerra ricorre infatti in particolare nelle esperienze di devozione mariana, tramite la testimonianza dei soldati che combattendo sulle montagne si affidavano alla Madonna. AVGG rappresenta quindi anche un cammino di riconciliazione, un itinerario spirituale che unisce il sacrificio alla rinascita, e la montagna alla preghiera. Per questo motivo, si è deciso di legare AVGG al Giubileo Mariano della Rinascita, due iniziative volte a promuovere i valori del perdono, della pace e della fraternità attraverso il ricordo della guerra; valori di cui AVGG, così come il Giubileo, è portatore.
ALDA+ ha contribuito attivamente all’organizzazione dell’iniziativa, definendo la scaletta della serata e contattando gli ospiti insieme alla Provincia di Vicenza, oltre a occuparsi di aspetti logistici quali la preparazione della sala e l’allestimento del ricco buffet finale. Luisa Dal Prà, project manager di ALDA ha moderato la serata.
L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Andrea Nardin, Presidente della Provincia di Vicenza, Valter Orsi, Presidente di BIM Bacchiglione (il principale ente finanziatore del progetto AVGG), Nicolas Cazzola, Presidente della OGD Pedemontana Veneta e Colli e Agata Keran, responsabile patrimonio artistico, attività culturali e comunicazione del Santuario di Monte Berico. Nardin ha sottolineato l’esigenza di trasformare questo percorso di guerra in un percorso di pace, nella speranza che diventi un’iniziativa di respiro europeo, grazie all’apporto di ALDA. Inoltre, il Presidente ha annunciato che l’Alta Via della Grande Guerra è stata ufficialmente inserita nella Rete dei Cammini Veneti, in particolare nella sezione dei Cammini riconosciuti dalla Regione quali cammini locali di interesse regionale, un riconoscimento che include AVGG nel sistema del turismo regionale. Orsi ha ricordato la storia di AVGG e com’è nato il percorso, che è stato creato proprio con l’intento di trasmettere e diffondere quei valori che le guerre attuali sembrano farci dimenticare. Anche Keran ha indicato AVGG come una fonte di crescita valoriale, grazie ai segni e alle cicatrici che mostra, così come il Santuario di Monte Berico contribuisce ad invocare la pace come unica via. Infine, Cazzola ha riassunto AVGG attraverso tre parole: identità (per testimoniare la nostra storia), connessione (per costruire una rete turistica), e futuro (per trasmettere il valore della pace alle generazioni future).
In seguito, è intervenuto Manuel Grotto, funzionario presso l’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti, che ha trattato l’aspetto della fede cristiana lungo il percorso AVGG, che si può incontrare nelle numerose stele, cimiteri di guerra ed effigie disseminati sulle nostre montagne, oltre ai preziosi oggetti di devozione mariana lasciati dai soldati, come medagliette, ex voto ed immagini votive.
Agata Keran ha poi descritto alcuni oggetti che si possono ammirare presso il Museo d’arte sacra di Monte Berico, anch’essi legati all’esperienza della guerra, in particolare ex voto e lamine votive, testimonianze di gratitudine e devozione. L’invito lasciato da Keran è per tutti di recarsi a Monte Berico e varcare la soglia del Santuario, per scoprire le storie e le tracce lasciate da chi ci ha preceduto.
Suor Teresa della congregazione delle Suore Passioniste, ha invece ricordato l’importante testimonianza di vita lasciata da don Francesco Galloni, cappellano militare che combatté sulle nostre montagne e che fu poi scelto per la pietosa opera di raccolta e ricerca dei caduti italiani in Veneto, Trentino, Repubblica Ceca, Bulgaria e Macedonia.
Infine, Oscar Danielli, camminatore vicentino giovanissimo, ha ripercorso con il pubblico la sua impresa realizzata a maggio, ovvero percorrere tutti i 200 chilometri di AVGG in 8 giorni, portando sulle spalle tutto l’occorrente: cibo, acqua, la tenda e il necessario per cucinare. Oscar ha posto l’accento sulle sensazioni provate nel percorrere gli stessi sentieri che hanno visto così tanta sofferenza esattamente cento anni fa, sottolineando quanto sia importante dare risalto ad iniziative come questa, per non dimenticare il passato e trarne insegnamenti per il presente ed il futuro.
I saluti conclusivi sono stati affidati a Gianni Periz, presidente della Fondazione 3 Novembre 1918, che gestisce il Sacello Ossario del Pasubio. Periz ha spiegato che il Sacrario è sottoposto ora a importanti lavori di restauro, ai quali tutti sono invitati a contribuire con una donazione libera. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile contattare la Fondazione 3 Novembre all’indirizzo fondazionetrenovembre@gmail.com
L’evento, allietato da intermezzi musicali a cura del coro La Sisilla di Montecchio Maggiore, ha visto la partecipazione di circa 100 persone presenti in sala, dimostrando come ci sia un forte interesse tra la cittadinanza su queste tematiche. Realizzare iniziative per sottolineare il valore della pace e della memoria è quindi la strada giusta da percorrere, nella speranza che l’Alta Via della Grande Guerra possa continuare a trasmettere questi valori in futuro.