Il futuro del lavoro e la parità di genere: un punto di svolta per l’Europa

Il futuro del lavoro si sta scrivendo oggi — negli algoritmi, negli impianti di energia rinnovabile, nelle aule dove i giovani decidono se intraprendere carriere digitali.

L’Europa si trova a un punto di svolta: le transizioni verde e digitale promettono milioni di nuovi posti di lavoro, ma senza scelte coraggiose rischiano di approfondire le vecchie disuguaglianze. Perché queste transizioni siano davvero trasformative, non devono solo creare nuovi impieghi, ma garantire che tutti gli europei, indipendentemente dal genere, abbiano pari accesso alle opportunità.

L’ultimo Global Gender Gap Report (2025) ci ricorda che il divario è colmato solo al 68,8%. Di questo passo, ci vorranno 134 anni per raggiungere la piena parità. Il divario nella partecipazione economica è particolarmente preoccupante: a livello mondiale, le donne rappresentano solo il 36% dei dirigenti e dei quadri, e una percentuale ancora inferiore nei ruoli tecnici. Nell’UE, solo 1 specialista ICT su 5 è donna, mentre appena 1 laureata su 3 proviene da discipline STEM. Allo stesso tempo, i lavori più vulnerabili all’automazione — come quelli amministrativi e di segreteria — sono ancora detenuti in larga misura da donne, soprattutto da quelle senza un titolo di studio superiore. Questo netto divario di genere nei settori attuali rischia di riprodursi nei nuovi lavori verdi e digitali del futuro, a meno che non si agisca ora per garantire pari accesso, formazione e opportunità alle donne.

È proprio qui che gli sforzi per la parità di genere devono allinearsi con le opportunità offerte dalle transizioni verde e digitale. Il futuro del lavoro non si deciderà da solo: sarà plasmato dalle scelte che compiamo oggi per assicurare l’inclusione di genere nei settori emergenti.

Anche la transizione digitale porta con sé importanti opportunità. L’intelligenza artificiale e l’automazione possono integrare le competenze “umane” — empatia, comunicazione, capacità di risolvere problemi — che dominano nelle professioni a prevalenza femminile. La Commissione europea stima che il 90% dei lavori futuri richiederà qualche forma di competenza digitale, eppure le donne restano indietro nelle competenze più avanzate. Colmare questo divario non è solo una questione di equità, ma anche di accesso ai lavori che guideranno la competitività dell’Europa.

La transizione verde racconta una storia simile. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) prevede che il passaggio verso economie sostenibili possa creare 24 milioni di nuovi posti di lavoro a livello globale entro il 2030. Tuttavia, le donne restano una minoranza nei settori dell’energia e dell’ingegneria: in Europa, meno del 20% dei lavoratori nelle energie rinnovabili è donna, nonostante il grande potenziale di crescita e innovazione del settore. Senza programmi inclusivi di riqualificazione e formazione, la rivoluzione verde rischia di diventare un’altra occasione mancata per metà della popolazione.

Il rapporto ETUI – Gender Equality in the EU 2024 è chiaro: le donne affrontano tre rischi principali nella doppia transizione — l’esclusione dai lavori verdiuna maggiore esposizione all’automazione e una minore tutela nei nuovi modelli di lavoro flessibile. Ma individua anche le leve del cambiamentopolitiche di riqualificazioneinvestimenti nei servizi per l’infanziaattuazione della parità salariale e sviluppo di un’intelligenza artificiale priva di bias.

In altre parole, il futuro del lavoro non è scritto nella pietra: dipenderà dalle scelte che l’Europa deciderà di fare.


Qui è dove ALDA offre un insegnamento


Nel 2024ALDA+ ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere. Questo riconoscimento significa che lavoriamo ogni giorno con l’obiettivo di adottare standard misurabili in materia di reclutamentoequità retributivaequilibrio tra vita professionale e privata e governance, promuovendo una cultura dell’inclusione e delle pari opportunità.

Per promuovere ulteriormente l’uguaglianza, ALDA+ ha intrapreso passi innovativi, come l’offerta di formazione sull’Intelligenza Artificiale (IA) ai propri dipendenti. Questo consente al personale, in particolare alle donne, di acquisire esperienza pratica con le nuove tecnologie che stanno plasmando il futuro del lavoro. ALDA+ riconosce che, per essere competitivi nell’economia digitale, non basta semplicemente avere accesso a queste tecnologie: è necessario che i dipendenti siano messi nelle condizioni di utilizzarle in modo efficace. Offrire formazione sull’IA è solo uno dei modi con cui l’organizzazione prepara il proprio team alle sfide di domani, garantendo che le donne siano ugualmente rappresentate nei ruoli high-tech, fondamentali per il futuro verde e digitale dell’Europa.

Uno dei principali progetti di ALDA+ è GINEVRA, parte del programma Interreg Central Europe, che si concentra sulla governance delle tecnologie emergenti, come la guida autonoma. Questo progetto garantisce che tali progressi tecnologici contribuiscano a un futuro più sostenibile e inclusivo, sostenendo direttamente le transizioni verde e digitale. Inoltre, ALDA+ è profondamente coinvolta in iniziative che integrano strumenti digitali nella governance locale e nella partecipazione democratica, continuando il proprio impegno verso l’innovazione e l’uguaglianza a tutti i livelli.

Allineando la parità di genere con la digitalizzazioneALDA+ garantisce che la forza lavoro del futuro sia al tempo stesso tecnologicamente competente e inclusiva, posizionandosi per prosperare nell’economia verde e digitale.