Dalla politica alla pratica: come le organizzazioni piccole e medie possono colmare il divario di genere

Ottenendo la certificazione UNI/PdR 125:2022, ALDA+ dimostra che l’uguaglianza di genere è raggiungibile per le organizzazioni piccole e medie, non solo per le grandi aziende.

Quando si parla di uguaglianza di genere sul posto di lavoro, spesso l’attenzione è rivolta alle grandi aziende e alle multinazionali. Eppure, in Europa, il 99% delle imprese sono piccole e medie imprese (PMI), e numerose ONG operano con team più piccoli ma con un impatto sociale enorme. Detto ciò, queste organizzazioni non sono esenti dalla responsabilità di promuovere l’inclusione di genere; al contrario, la loro dimensione più contenuta può rappresentare un grande vantaggio su questo tema, poiché le politiche e i cambiamenti culturali possono essere applicati più rapidamente, in modo più visibile e monitorati più da vicino.


Per le ONG in particolare, allineare le pratiche interne con i valori che promuovono all’esterno è fondamentale per la credibilità. Questo è il percorso intrapreso da ALDA+


Nel 2024, ALDA+, l’ente operativo di ALDA – l’Associazione Europea per la Democrazia Locale, ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022, un riconoscimento ufficiale degli sforzi concreti e costanti dell’organizzazione per garantire l’uguaglianza di genere sul posto di lavoro.

La certificazione conferma che ALDA+ ha implementato processi misurabili per:

  • Garantire pari opportunità nella selezione, nella formazione e nello sviluppo professionale;
  • Promuovere una leadership inclusiva e una buona governance;
  • Favorire un equilibrio tra vita lavorativa e privata e una giusta distribuzione delle responsabilità;
  • Monitorare e rendere conto degli obiettivi di uguaglianza di genere.

In questo modo, ALDA+ ha dimostrato che anche un’organizzazione di dimensioni medie può rispettare i più alti standard di inclusione sul posto di lavoro e, cosa ancora più importante, che le politiche su carta possono diventare pratiche quotidiane. Ma come? E cosa possono imparare altre PMI e ONG dal percorso di ALDA+?

Tre lezioni chiave emergono:

1. Iniziate con una politica, ma non fermatevi lì

Adottare una Politica di Uguaglianza di Genere è essenziale, ma la vera prova è sempre l’implementazione. ALDA+ applica gli obiettivi di genere nelle operazioni quotidiane, assicurandosi che non siano semplici dichiarazioni aspirazionali, ma linee guida operative applicate.

2. Utilizzate la certificazione come una roadmap, non solo come un distintivo

Il quadro UNI/PdR 125:2022 fornisce indicatori misurabili che dovrebbero essere seguiti, dal monitoraggio del divario salariale a diverse pratiche di governance. Per ALDA+, il processo di certificazione è stato un’opportunità per esaminare e mettere alla prova le pratiche esistenti, identificare le lacune e impegnarsi per un miglioramento continuo.

3. Sfruttate la vostra missione per guidare con l’esempio

Come organizzazione che forma e supporta gli attori della governance locale in tutta Europa e oltre, ALDA+ ha riconosciuto che la credibilità interna rafforza la difesa esterna. Allineando le pratiche interne con la sua missione di inclusione e partecipazione, ALDA+ amplifica il suo impatto anche nelle comunità.

Perché chiudere il divario è una responsabilità di tutti

Secondo Eurostat, le donne nell’UE guadagnano ancora circa il 12-13% in meno rispetto agli uomini all’ora. Questo divario è influenzato da fattori come la segregazione occupazionale, la distribuzione disuguale delle responsabilità di cura e le barriere alla carriera. La Direttiva dell’UE sulla Trasparenza Salariale, adottata nel 2023, obbliga le organizzazioni a riferire sulle disuguaglianze salariali e a rendere più trasparenti e giuste le procedure di assunzione e promozione.

Per i grandi datori di lavoro, la conformità riguarda spesso sistemi HR complessi e meccanismi di rendicontazione. Per le organizzazioni più piccole, si tratta di decisioni pratiche quotidiane:

  • Le descrizioni dei lavori sono neutrali rispetto al genere?
  • I panel di selezione sono diversificati?
  • Le opportunità di formazione raggiungono tutti allo stesso modo?
  • I genitori lavoratori sono supportati con modalità di lavoro flessibili?

ALDA+ dimostra che le risposte possono essere “”, anche senza le risorse di una multinazionale.

Per le altre organizzazioni che desiderano intraprendere questo percorso, ecco una checklist pratica ispirata dall’esperienza di ALDA+:

  1. Adottate una politica chiara di uguaglianza di genere – definite i principi e assegnate responsabilità.
  2. Eseguite una valutazione interna – utilizzate gli strumenti dell’UE/ILO per mappare le lacune.
  3. Implementate misure piccole ma ad alto impatto – ad esempio, revisioni salariali strutturate, criteri di promozione trasparenti, lavoro flessibile.
  4. Formate la leadership e il personale – l’inclusione deve essere compresa e praticata a tutti i livelli.
  5. Monitorate e riferite sui progressi – anche una semplice revisione annuale interna costruisce la responsabilità.

La certificazione UNI/PdR 125:2022 di ALDA+ è più di una tappa importante per noi, è un promemoria che l’uguaglianza di genere è raggiungibile per le organizzazioni di ogni dimensione. Impostando l’inclusione nelle proprie operazioni, ALDA+ non solo garantisce un ambiente di lavoro equo e diversificato per il proprio team, ma stabilisce anche uno standard per i migliaia di attori locali che supporta in tutta Europa.

Chiudere il divario di genere non è un compito riservato solo alle multinazionali o ai governi. È una responsabilità, così come un’opportunità, per ogni organizzazione, grande o piccola. ALDA+ dimostra come possa essere fatto.

Custodire il Futuro nelle Proprie Mani: Le Eolie Raccontano Tradizioni e Sostenibilità con IT.A.CÀ – Festival del Turismo Responsabile

Partecipa alla tappa eoliana del Festival IT.A.CÀ – Turismo Responsabile, il 11 e 12 ottobre 2025 a Lipari. Un evento unico che ti porterà alla scoperta delle tradizioni, della cultura e della sostenibilità delle Isole Eolie, sotto il tema “Custodire il futuro nelle proprie mani”.

Unisciti a noi per un viaggio che esplora la bellezza naturale dell’arcipelago e il valore di prendersi cura dell’ambiente, del cibo, delle tradizioni e delle comunità, con attività che spaziano da visite guidate a laboratori pratici, passando per incontri e riflessioni sulla storia e la sostenibilità.

Un Programma Ricco di Esperienze

  • Visite Guidate alla Rocca di Lipari e ai luoghi simbolo della memoria storica.
  • Incontri e Conferenze sulla Dieta Mediterranea e le produzioni locali.
  • Laboratori pratici sulla preparazione della pasta, con un pranzo tradizionale.
  • Esplorazioni della memoria storica attraverso il percorso del confino, la presentazione del progetto del Museo Diocesano di Lipari e l’incontro con Macrina Marilena Maffei, che, tramite la presentazione del suo libro Le donne pescatrici delle Eolie, ci condurrà nel ricordo delle pescatrici delle isole.

Questo festival è un’occasione per scoprire la cultura delle Isole Eolie, ma anche per partecipare a una riflessione collettiva sul futuro del turismo responsabile e sull’importanza della sostenibilità. Diversi attori locali – associazioni, produttori, esperti e guide – saranno protagonisti di queste giornate, rendendo l’evento una vera e propria esperienza comunitaria.

Come Partecipare?

Tutti gli eventi sono gratuiti, ma i posti sono limitati. Per partecipare, è necessaria la registrazione. Non perdere questa opportunità di vivere un’esperienza unica di comunità, cultura e sostenibilità!

L’iniziativa è promossa dal Comune di Lipari, con la collaborazione dei Comuni di Leni, Malfa e Santa Marina Salina, e finanziata dal Ministero del Turismo, nell’ambito del progetto Excover – Explore and Discover the Aeolian Islands, volto a valorizzare il sito UNESCO delle Isole Eolie.


IT.A.CÀ – Un Festival che Cambia il Modo di Viaggiare

IT.A.CÀ – Migranti e Viaggiatori è il primo festival in Italia dedicato al turismo responsabile, che ogni anno promuove un’idea di viaggio che coniuga sostenibilità, inclusione e valorizzazione dei territori. Quest’edizione invita a riflettere sul tema “Custodire il futuro – Dalle scelte di oggi, il volto del domani”, un messaggio di speranza e di azione concreta per costruire un futuro migliore.

Unisciti a noi per due giorni che celebrano le tradizioni eoliane, la memoria storica e l’impegno verso un futuro più sostenibile!

Scopri di più sul festival qui.

“Eolie: La pesca dal gusto sostenibile” – Un progetto per un mare più consapevole

In arrivo “Eolie: La pesca dal gusto sostenibile” – Un nuovo progetto per promuovere la sostenibilità del mare!

Siamo felici di annunciare che il progetto “Eolie: La pesca dal gusto sostenibile”, presentato per il Comune di Lipari nell’ambito del bando della Regione Sicilia, è stato ufficialmente approvato!

ALDA+ sarà responsabile della gestione e dell’implementazione del progetto, che si concentrerà sulla promozione del consumo consapevole di prodotti ittici locali e sulla valorizzazione della pesca sostenibile nelle Isole Eolie.

Tra le attività previste:

  • Sviluppo di un’applicazione per sensibilizzare cittadini e turisti sulla pesca sostenibile;
  • Organizzazione di un convegno dedicato alla tutela del mare e alla conservazione delle risorse marine;
  • Concorso fotografico e mostra sulle specie marine locali;
  • Due cooking show per valorizzare le eccellenze gastronomiche del territorio;
  • Laboratori educativi con le scuole elementari per coinvolgere i più piccoli nella cultura della sostenibilità.

Il progetto prenderà il via nei prossimi mesi, con un ricco calendario di eventi aperti alla cittadinanza e ai visitatori dell’arcipelago. Restate aggiornati!

AVGG – L’Alta Via della Grande Guerra si mette in cammino verso il futuro

C’è un filo rosso che attraversa le Prealpi Vicentine: è la memoria della Prima Guerra Mondiale, impressa nei paesaggi, nei sentieri, nei Sacrari che ne custodiscono il ricordo. Su questo filo nasce AVGG – Alta Via della Grande Guerra, un progetto promosso dalla Provincia di Vicenza, con il sostegno di BIM Bacchiglione e lo sviluppo curato da ALDA+, con un obiettivo chiaro: trasformare la storia in motore per il territorio, e unire i Quattro Sacrari della Grande Guerrain un percorso escursionistico che parli di memoria, natura e rinascita.

Ma AVGG non è solo cammino e racconto del passato. È anche visione per il futuro. Per rafforzare il progetto dal punto di vista economico e turistico, nel 2024 ALDA+ ha colto l’occasione di un bando regionale (Regione Veneto Azione 1.3.9 “Creazione, sviluppo e consolidamento di club di prodotto nella forma di reti di imprese per favorirne il riposizionamento competitivo”) per creare una vera e propria rete d’impresa tra chi vive e lavora sul territorio: albergatori, ristoratori, guide, produttori locali.

Tutto è partito da un’indagine sul campo, seguita da incontri pubblici nei Comuni attraversati dal tracciato, realizzati in collaborazione con le Unioni Montane Alto Astico e PosinaPasubio Piccole Dolomiti e Spettabile Reggenza dei Sette Comuni. Serate partecipate, dove si è parlato di opportunità concrete per le imprese locali, e di come fare rete possa diventare un vantaggio competitivo reale.

Dodici realtà imprenditoriali hanno deciso di crederci. Insieme hanno costruito un percorso di coprogettazione che ha portato alla nascita di una vera Carta dei Servizi, un Piano Finanziario condiviso e un Disciplinare del Club di Prodotto.

Il passo decisivo è arrivato l’11 aprile 2024, con la firma del contratto di rete davanti al notaio: un gesto simbolico e concreto al tempo stesso, che segna l’impegno comune verso una nuova visione di sviluppo locale.

ALDA+, capofila di questo progetto turistico, ha presentato ufficialmente la candidatura al bando il 17 giugno 2024. Ora non resta che attendere l’esito della valutazione.

La speranza? Trasformare AVGG in una leva di rilancio turistico, economico e culturale per le Prealpi Vicentine. Un cammino che non è solo fisico, ma anche collettivo. E che, passo dopo passo, guarda lontano.

Il futuro del lavoro e la parità di genere: un punto di svolta per l’Europa

Il futuro del lavoro si sta scrivendo oggi — negli algoritmi, negli impianti di energia rinnovabile, nelle aule dove i giovani decidono se intraprendere carriere digitali.

L’Europa si trova a un punto di svolta: le transizioni verde e digitale promettono milioni di nuovi posti di lavoro, ma senza scelte coraggiose rischiano di approfondire le vecchie disuguaglianze. Perché queste transizioni siano davvero trasformative, non devono solo creare nuovi impieghi, ma garantire che tutti gli europei, indipendentemente dal genere, abbiano pari accesso alle opportunità.

L’ultimo Global Gender Gap Report (2025) ci ricorda che il divario è colmato solo al 68,8%. Di questo passo, ci vorranno 134 anni per raggiungere la piena parità. Il divario nella partecipazione economica è particolarmente preoccupante: a livello mondiale, le donne rappresentano solo il 36% dei dirigenti e dei quadri, e una percentuale ancora inferiore nei ruoli tecnici. Nell’UE, solo 1 specialista ICT su 5 è donna, mentre appena 1 laureata su 3 proviene da discipline STEM. Allo stesso tempo, i lavori più vulnerabili all’automazione — come quelli amministrativi e di segreteria — sono ancora detenuti in larga misura da donne, soprattutto da quelle senza un titolo di studio superiore. Questo netto divario di genere nei settori attuali rischia di riprodursi nei nuovi lavori verdi e digitali del futuro, a meno che non si agisca ora per garantire pari accesso, formazione e opportunità alle donne.

È proprio qui che gli sforzi per la parità di genere devono allinearsi con le opportunità offerte dalle transizioni verde e digitale. Il futuro del lavoro non si deciderà da solo: sarà plasmato dalle scelte che compiamo oggi per assicurare l’inclusione di genere nei settori emergenti.

Anche la transizione digitale porta con sé importanti opportunità. L’intelligenza artificiale e l’automazione possono integrare le competenze “umane” — empatia, comunicazione, capacità di risolvere problemi — che dominano nelle professioni a prevalenza femminile. La Commissione europea stima che il 90% dei lavori futuri richiederà qualche forma di competenza digitale, eppure le donne restano indietro nelle competenze più avanzate. Colmare questo divario non è solo una questione di equità, ma anche di accesso ai lavori che guideranno la competitività dell’Europa.

La transizione verde racconta una storia simile. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) prevede che il passaggio verso economie sostenibili possa creare 24 milioni di nuovi posti di lavoro a livello globale entro il 2030. Tuttavia, le donne restano una minoranza nei settori dell’energia e dell’ingegneria: in Europa, meno del 20% dei lavoratori nelle energie rinnovabili è donna, nonostante il grande potenziale di crescita e innovazione del settore. Senza programmi inclusivi di riqualificazione e formazione, la rivoluzione verde rischia di diventare un’altra occasione mancata per metà della popolazione.

Il rapporto ETUI – Gender Equality in the EU 2024 è chiaro: le donne affrontano tre rischi principali nella doppia transizione — l’esclusione dai lavori verdiuna maggiore esposizione all’automazione e una minore tutela nei nuovi modelli di lavoro flessibile. Ma individua anche le leve del cambiamentopolitiche di riqualificazioneinvestimenti nei servizi per l’infanziaattuazione della parità salariale e sviluppo di un’intelligenza artificiale priva di bias.

In altre parole, il futuro del lavoro non è scritto nella pietra: dipenderà dalle scelte che l’Europa deciderà di fare.


Qui è dove ALDA offre un insegnamento


Nel 2024ALDA+ ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere. Questo riconoscimento significa che lavoriamo ogni giorno con l’obiettivo di adottare standard misurabili in materia di reclutamentoequità retributivaequilibrio tra vita professionale e privata e governance, promuovendo una cultura dell’inclusione e delle pari opportunità.

Per promuovere ulteriormente l’uguaglianza, ALDA+ ha intrapreso passi innovativi, come l’offerta di formazione sull’Intelligenza Artificiale (IA) ai propri dipendenti. Questo consente al personale, in particolare alle donne, di acquisire esperienza pratica con le nuove tecnologie che stanno plasmando il futuro del lavoro. ALDA+ riconosce che, per essere competitivi nell’economia digitale, non basta semplicemente avere accesso a queste tecnologie: è necessario che i dipendenti siano messi nelle condizioni di utilizzarle in modo efficace. Offrire formazione sull’IA è solo uno dei modi con cui l’organizzazione prepara il proprio team alle sfide di domani, garantendo che le donne siano ugualmente rappresentate nei ruoli high-tech, fondamentali per il futuro verde e digitale dell’Europa.

Uno dei principali progetti di ALDA+ è GINEVRA, parte del programma Interreg Central Europe, che si concentra sulla governance delle tecnologie emergenti, come la guida autonoma. Questo progetto garantisce che tali progressi tecnologici contribuiscano a un futuro più sostenibile e inclusivo, sostenendo direttamente le transizioni verde e digitale. Inoltre, ALDA+ è profondamente coinvolta in iniziative che integrano strumenti digitali nella governance locale e nella partecipazione democratica, continuando il proprio impegno verso l’innovazione e l’uguaglianza a tutti i livelli.

Allineando la parità di genere con la digitalizzazioneALDA+ garantisce che la forza lavoro del futuro sia al tempo stesso tecnologicamente competente e inclusiva, posizionandosi per prosperare nell’economia verde e digitale.

Dalle scelte di oggi, il volto del domani: ALDA+ partecipa ad IT.A.CÀ, il Festival del turismo responsabile

Da giugno a novembre 2025, avrà luogo la diciassettesima edizione di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile, l’evento itinerante che coinvolgerà 11 regioni italiane per 20 tappe. Una di queste tappe sarà coordinata da ALDA+.

Lo scopo del festival

Da 17 anni, IT.A.CÀ invita la cittadinanza e le istituzioni a partecipare a diverse attività in tutta Italia volte a promuovere un’etica del turismo sostenibile e a riflettere sul concetto di viaggio e di ospitalità. Attraverso questo percorso a tappe da nord a sud, lo scopo del festival è sensibilizzare sull’importanza del rispetto del territorio e della diversità.

IT.A.CÀ 2025: L’edizione che guarda al futuro

L’edizione del 2025, il cui tema è “Custodire il Futuro – Dalle scelte di oggi, il volto del domani”, invita i partecipanti – con un occhio di riguardo ai giovani – a riflettere su come il presente plasma il futuro. In altre parole, in un mondo sempre più interconnesso, fare scelte responsabili oggi significa garantire un domani vivibile, dando vita a un turismo che non consuma, ma rigenera

Queste tematiche sono molto legate al concetto di overtourism, fenomeno complesso che va affrontato per garantire un equilibrio tra l’accesso a tutte le destinazioni del mondo e il rispetto del territorio e della comunità locale. 

Il futuro non è scritto, ma si costruisce attraverso le nostre azioni quotidiane (Rebecca Solnit, attivista e blogger)

Il ruolo di ALDA+

Nella cornice delle azioni del progetto EXCOVER, ALDA+ si occuperà dell’organizzazione e comunicazione della tappa a Lipari (Isole Eolie), dall’11 al 12 ottobre 2025

Il tema delle attività in Sicilia sarà “Custodire il futuro nelle proprie mani”. Partendo dal concetto delle mani come simbolo dell’ intreccio tra generazioni, tradizioni e nuovi orizzonti, si esplorerà il valore della conoscenza che si trasforma e si rinnova, dalla pesca all’artigianato, dall’agricoltura alla tecnologia, dall’arte alla sostenibilità.

La tappa di IT.A.CÀ alle Isole Eolie si svolgerà in concomitanza con gli Stati Generali delle Isole Minori Marinare. Per tre giorni, dal 10 al 12 ottobre, l’arcipelago sarà al centro di un importante momento di confronto che coinvolgerà ministri, parlamentari, rappresentanti delle istituzioni europee, regionali e locali, insieme ai protagonisti dell’economia blu. L’obiettivo sarà riflettere insieme sulle sfide e le opportunità che caratterizzano i territori insulari.

Un motivo in più per essere a Lipari ad ottobre! Vi aspettiamo.

Visitate la pagina dedicata alla tappa coordinata da ALDA+ per saperne di più!

Open Data al servizio del territorio: partecipa all’evento di EnCLOD!

📍 10 giugno 2025 | Villa Fabris, Thiene (VI) 

Come possono gli open data diventare uno strumento concreto per rendere le politiche pubbliche più efficaci e i territori più sostenibili? 

A questa domanda cercherà di rispondere l’evento “Open Data al servizio del territorio: per una governance locale efficace”, che si terrà il 10 giugno 2025 a Villa Fabris, Thiene (VI). 

Organizzata dalla Provincia di Vicenza, in collaborazione con IUAV e ALDA+, l’iniziativa rientra nel progetto europeo EnCLOD – Enhancing Governance Capacities of Local Authorities using Open Data, finanziato dal programma Interreg Central Europe. 

L’obiettivo? Rafforzare le competenze degli attori locali, stimolare la cultura del dato aperto e promuovere un approccio partecipativo alla governance del territorio. 

📌 Un programma ricco di contenuti La sessione del mattino si aprirà con i saluti istituzionali da parte di Roberto Ciambetti, Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Andrea Nardin, Presidente della Provincia di Vicenza, e Filippo Negro, Vicepresidente della Provincia di Vicenza (TBC). Seguirà la presentazione del progetto EnCLOD, a cura di Manuela Massi e Francesca Borga, Project Managers di European Project Consulting, e un intervento di Vincenzo Patruno (ISTAT), esperto di open data, su come i dati aperti possano rappresentare uno strumento concreto per un’amministrazione più trasparente ed efficace. 

La seconda parte della mattinata, moderata da Nadia Di Iulio (ALDA+), si concentrerà sul ruolo degli open data per lo sviluppo territoriale e la competitività. Interverranno Idelfo Borgo (Regione del Veneto) con una panoramica sullo stato dell’arte degli open data nella regione, Nicola Piva (Comune di Bologna) con un esempio di buona pratica locale, e Giorgia Zunino (Fondazione Hedu-x ETS), che rifletterà su come governare con i dati. Chiuderà la sessione mattutina l’intervento di Francesco Bruzzone (Università Iuav di Venezia), che illustrerà gli interventi pilota del progetto EnCLOD, pensati per promuovere una mobilità più accessibile e sostenibile nel territorio vicentino. 

🎓 Formazione su invito nel pomeriggio Nel pomeriggio, dalle 14:00 alle 16:00, si terrà un modulo formativo su invito, condotto da Francesco Bruzzone, dedicato all’utilizzo degli open data in relazione a clima, mobilità e trasformazioni territoriali: come cercarli, interpretarli e integrarli nella pianificazione urbana.

 📣 L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti! 


Partecipa anche tu a questo momento di confronto e scopri come i dati aperti possono trasformare le nostre comunità. 


Per info e iscrizioni clicca qui: https://forms.gle/ZwQKAYF9Kziv3VSj9

📃Consulta l’agenda della giornata cliccando qui

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Scadenza per le iscrizioni:

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Villa Fabris Bene Comune: un anno di innovazione, cultura e collaborazione

A marzo 2024, Villa Fabris ha aperto le sue porte, trasformandosi in un centro pulsante di formazione, innovazione e collaborazione. Situata nel cuore di Thiene (Vicenza), questa dimora storica è diventata il simbolo di un progetto ambizioso: Villa Fabris Bene Comune. Grazie alla collaborazione con Engim Veneto, capofila dell’iniziativa, e Samarcanda Cooperativa Sociale Onlus, abbiamo avviato un percorso di riqualificazione ispirato ai valori di bellezza, equità, partecipazione e cura.

Ma Villa Fabris non è solo un luogo di eventi: è anche la nostra casa operativa. ALDA ha un ufficio in sede, dove lavoriamo tutto l’anno per dare vita a nuovi progetti, accogliere partner e confrontarci con la comunità. Chiunque voglia venirci a trovare è il benvenuto!

In questo primo anno, Villa Fabris ha ospitato eventi, incontri e momenti di crescita collettiva che hanno dato vita a un’esperienza straordinaria. Ripercorriamo insieme alcune delle tappe più significative di questo primo anno di attività!


ALDA International School 2024

Tra le iniziative di maggior rilievo, la prima edizione della ALDA International School, svoltasi dal 28 al 30 agosto 2024, ha rappresentato un’opportunità unica di apprendimento e confronto. L’iniziativa ha visto la partecipazione di 30 persone provenienti da 12 Paesi europei, creando uno spazio dinamico di scambio di idee e competenze.

Durante i tre giorni di formazione, abbiamo avuto l’onore di ospitare relatori di spicco, tra cui Patrick Molinoz, presidente della commissione CIVEX del Comitato Europeo delle Regioni, Gianantonio Michelusi, sindaco di Thiene, e Helfried Carl, fondatore dell’iniziativa Capitale Europea della Democrazia, oltre a numerosi altri esperti e rappresentanti istituzionali.

Uno dei momenti più significativi è stato l’approfondimento sulla situazione in Ucraina, con un focus sulle azioni concrete che i soci di ALDA e le Agenzie della Democrazia Locale stanno portando avanti per sostenere le comunità locali.E le buone notizie non finiscono qui: la prossima edizione dell’ALDA International School si terrà dal 3 al 5 settembre 2025, con iscrizioni aperte da aprile. Non perdete l’occasione di farne parte!


Lo Staff Meeting 2025 di ALDA

Un altro evento chiave è stato lo Staff Meeting 2025 di ALDA, che ha riunito oltre 70 colleghi da tutta Europa e da Paesi come Senegal, Georgia, Moldavia, Turchia ed oltre.

Questo incontro annuale ha rappresentato un’opportunità fondamentale per consolidare la strategia dell’associazione e pianificare i passi futuri. Ma non solo: in occasione dello Staff Meeting si sono svolti anche il Project Management ed il Project Design Retreat, dei laboratori intensivi dedicati a ottimizzare il flusso di lavoro e potenziare le competenze dei team di implementazione e sviluppo progetti.


Il Coordination Board

Villa Fabris è stata anche la cornice del Coordination Board, un momento di confronto tra i capi di dipartimento, le Unità regionali e la Segretaria Generale di ALDA. L’obiettivo? Analizzare l’andamento dell’Associazione e delineare le strategie per rafforzarne la missione e amplificarne l’impatto. Il sindaco di Thiene, Gianantonio Michelusi, ha preso parte all’incontro, portando il suo contributo istituzionale e sottolineando l’importanza del ruolo di ALDA nel territorio.


Un futuro di formazione e crescita a Villa Fabris

Il 2025 sarà un anno ricco di attività a Villa Fabris, con nuove iniziative che continueranno a rendere questo spazio un punto di riferimento per la formazione e l’innovazione progettuale.

Tra gli appuntamenti già confermati, si terranno corsi di formazione in ambito progettuale, guidati da ALDA+, per offrire ai partecipanti una conoscenza approfondita del Project Cycle Management.

Si partirà dall’ideazione del progetto, esplorando la ricerca delle call e la costruzione di partenariati strategici. Si passerà poi alla fase di implementazione, approfondendo la gestione operativa e il monitoraggio. Infine, il percorso si concluderà con un focus su comunicazione e reporting, due pilastri essenziali per garantire trasparenza e sostenibilità.

Ma i corsi non saranno l’unica attività in programma: Villa Fabris ospiterà anche workshop, incontri tematici e momenti di scambio tra esperti e professionisti. L’obiettivo è quello di continuare a far crescere una comunità attiva e coinvolta, dove le idee si trasformano in opportunità concrete.

E questo è solo l’inizio!

Mappatura dei progressi e delle sfide dell’Open Data nei territori pilota di EnCLOD

I dati sono essenziali per il processo decisionale e l’innovazione nel mondo di oggi. Le città dell’Europa centrale stanno adottando l’Open Data (OD) e le reti Internet of Things (IoT) per migliorare la governance e costruire città più intelligenti. Il progetto EnCLOD – Enhancing governance Capacities of Local authorities using Open Data, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Interreg Central Europe, si concentra sul miglioramento della governance locale attraverso l’utilizzo di Open Data, sensori IoT e il paradigma del Digital Twin, fornendo informazioni territoriali in tempo reale su larga scala.

Il progetto coinvolge cinque territori distinti—la Provincia di Vicenza (Italia) e le città di Debrecen (Ungheria), Olomouc (Repubblica Ceca), Nova Gorica (Slovenia) e Žilina (Slovacchia)—ognuno a un diverso stadio nel percorso verso l’Open Data. Alcuni hanno già compiuto progressi significativi, mentre altri stanno appena iniziando a esplorarne le potenzialità. Per valutare la situazione attuale, il consorzio del progetto ha sviluppato un Rapporto che analizza l’implementazione dell’Open Data in questi cinque territori pilota, mettendone in evidenza i successi, le sfide e le prospettive future.

Questo Rapporto rappresenta il primo passo per migliorare la governance attraverso la promozione dell’Open Data e delle reti di sensori IoTEnCLOD rafforza la governance multilivello, coinvolge attivamente la società civile e consolida la collaborazione tra settore pubblico e privato—stimolando l’innovazione e favorendo la crescita economica.


La provincia di Vicenza (Italia)

Immersa nella regione Veneto, la Provincia di Vicenza dispone di un solido quadro normativo a sostegno dell’Open Data, ma la sua applicazione rimane disomogenea. Il territorio vanta una lunga tradizione di progetti europei che hanno promosso iniziative Open Data, in particolare nei settori della mobilità, dell’ambiente e del turismo. Tuttavia, il panorama dei dati risulta ancora frammentato, caratterizzato da un mix di dataset statici, applicazioni IoT sporadiche e strumenti sottoutilizzati. Il portale Open Data Veneto offre una vasta gamma di informazioni, ma fatica a raggiungere cittadini e imprese che potrebbero trarne maggiore beneficio. La Provincia di Vicenza ha posto le basi per la trasformazione digitale e ora si sta muovendo verso un utilizzo concreto dei dati aperti attraverso servizi digitali innovativi. Nell’ambito del progetto EnCLOD, la provincia si concentrerà sul miglioramento della manutenzione stradale e della sicurezza, implementando un servizio digitale di previsione del gelo, un passo avanti per rendere le infrastrutture più resilienti ed efficienti.

Debrecen (Ungheria)

L’Ungheria ha adottato le normative europee sull’Open Data, ma Debrecen deve ancora integrarle pienamente.Nonostante la presenza di una grande università e di un tessuto industriale solido, la città non ospita ancora progetti significativi in questo ambito. A differenza di altre città europee, Debrecen non dispone di una piattaforma Open Data dedicata, non organizza hackathon regolari e registra una scarsa partecipazione pubblica. Finora, l’unico passo verso l’Open Data è stato attraverso il Climathon, un evento globale incentrato sulle sfide climatiche. Tuttavia, questo rappresenta anche un’opportunità: Debrecen può costruire da zero una strategia Open Data solida ed efficace. Con la giusta formazione e il supporto adeguato, la città potrebbe non solo colmare il divario, ma emergere come un punto di riferimento. Nell’ambito del progetto EnCLOD, Debrecen utilizzerà l’Open Data per ottimizzare la pianificazione del trasporto pubblico, rispondendo alla rapida crescita industriale e all’aumento previsto della popolazione, che potrebbe raggiungere 50.000 nuovi residenti. L’obiettivo è garantire servizi di mobilità efficienti e sostenibili, adattando il sistema di trasporto alle esigenze di una città in espansione.

Olomouc (Repubblica Ceca)

Se c’è una città che guida l’innovazione nell’Open Data, è Olomouc. Grazie al sostegno del governo, a una strategia regionale dedicata e a un portale Open Data, Olomouc si è affermata come un modello nel progetto EnCLOD. La Digital and Information Agency garantisce un approccio strutturato, mentre la Palacký University favorisce l’adozione dell’Open Data attraverso ricerca, hackathon e centri di innovazione. La città ha fatto dell’urban planning, della mobilità intelligente e della sostenibilità i pilastri del proprio sviluppo, dimostrando come l’Open Data, se gestito correttamente, possa trasformare le politiche urbane. Tuttavia, anche Olomouc deve affrontare una sfida cruciale: coinvolgere attivamente cittadini e imprese nel processo di innovazione. Nell’ambito del progetto EnCLOD, è stata sviluppata una strategia per la gestione aperta dei dati IoT su clima e traffico, mentre la città sta avanzando verso la realizzazione di un digital twin. Nei prossimi due anni, oltre 500 sensoricopriranno l’intera area urbana, permettendo di colmare il divario esistente e consolidare Olomouc come modello di riferimento per le città europee.

Nova Gorica (Slovenia)

La strategia nazionale slovena per l’Open Data è solida sulla carta, ma Nova Gorica sta ancora cercando la sua identità. Sebbene il governo fornisca linee guida chiare e un quadro normativo strutturato, l’implementazione a livello locale procede più lentamente. Le iniziative Open Data della città sono frammentate e si basano principalmente su piattaforme nazionali, come data.gov.si, senza ancora stimolare un vero ecosistema di innovazione locale. L’uso dei dati IoT è quasi inesistente, salvo alcuni progetti di nicchia, come il monitoraggio della velocità stradale. Tuttavia, l’impegno di Nova Gorica per la mobilità sostenibile e la transizione verde, in particolare attraverso il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, legato alla designazione di Capitale Europea della Cultura 2025, rappresenta una solida base per il futuro. Con una maggiore spinta verso dati Open Data più dinamici e in tempo reale, Nova Gorica ha il potenziale per passare da silenzioso innovatore a protagonista attivo nel movimento Open Data.

Žilina (Slovacchia)

La Slovacchia dispone di una politica nazionale ben definita sull’Open Data, ma Žilina sta ancora affrontando le sfide dell’implementazione. Sebbene alcuni dati su trasporti e ambiente siano accessibili attraverso il portale Smart Žilina, gran parte delle informazioni rimane bloccata dietro barriere burocratiche. La città ospita diversi hackathon, ma i dati prodotti raramente trovano applicazione nella vita quotidiana. L’approccio di Žilina all’Open Data è ancora più reattivo che proattivo, ma iniziative come la collaborazione con l’Università di Žilina (UNIZA) e il progetto Urban Lab (clevernet.sk) stanno aprendo la strada all’utilizzo di dati IoT aperti. Attraverso il progetto EnCLOD, Žilina sta sviluppando il suo primo servizio digitale a supporto della sicurezza stradale, fornendo strumenti innovativi ai traffic safety preventists. Grazie alle sue connessioni con università tecniche e progetti europei, la città ha il potenziale per superare le proprie barriere e costruire un vero ecosistema basato sui dati aperti.


Nonostante le differenze tra questi cinque territori, emergono sfide comuni:

🔹 Governance frammentata – Sebbene alcune città dispongano di solide politiche nazionali, il coordinamento a livello locale resta debole. Una governance più strutturata a livello regionale e municipale potrebbe massimizzare i benefici dell’Open Data.

🔹 Dati in tempo reale limitati – La maggior parte dei dati disponibili è statica, aggiornata di rado e priva di integrazione con l’IoT. La piattaforma Sentilo di Barcellona, con la sua rete di oltre 15.000 sensori, dimostra le potenzialità di un approccio più dinamico.

🔹 Scarso coinvolgimento pubblico – Anche dove l’Open Data è accessibile, cittadini e imprese spesso non sanno come sfruttarlo. È necessario un cambio di paradigma: dalla pubblicazione governativa dei dati a ecosistemi Open Data guidati dalla comunità.

Guardando avanti: Costruendo il futuro Open Data

Il progetto EnCLOD non si limita a mappare il presente, ma modella il futuro. Sulla base dell’analisi condotta, ecco cosa i partner del progetto si preparano a implementare nel prossimo futuro:

🔹 Sviluppo di Piani d’Azione – Ogni territorio ha delineato una strategia Open Data completa, assicurandone l’integrazione con il Green Deal e i modelli di smart city.

🔹 Promozione della collaborazione transfrontaliera – I territori condivideranno strumenti, applicazioni e buone pratiche, creando un ecosistema di scambio di conoscenze.

🔹 Potenziare l’integrazione dei dati IoT – Il progetto esplora nuove modalità per ampliare la raccolta di Open Data in tempo reale attraverso reti di sensori e tecnologie smart.

🔹 Rafforzare le comunità locali – Workshop, hackathon e attività formative avranno un ruolo chiave nel colmare il divario di conoscenze tra governi, imprese e cittadini.

Conclusione: un domani guidato dai dati

Il percorso verso la maturità dell’Open Data non è lineare—è fatto di sfide e opportunità, ma tutte le città stanno avanzando. Ognuna sta esplorando nuove modalità di utilizzo dei dati aperti, valorizzando i propri punti di forza e trovando l’approccio più efficace per rendere le informazioni più accessibili e utili.

Attraverso EnCLOD, questi territori pilota non si stanno limitando ad adottare l’Open Data, ma stanno definendo il modo in cui potrà supportare la governance, stimolare l’innovazione e migliorare la vita quotidiana in tutta l’Europa centrale.

Scopri l’analisi completa sull’Open Data in questi cinque territori pilota leggendo il Report “EnCLOD territories Open Data maturity level and gaps analysis” (D.1.2.1).